Passa ai contenuti principali

"La forza del Sé" di Dede Riva

Se ti succede di svegliarti senza gioia, prima di buttarti nella tua giornata, che rimarrebbe segnata da questa nota, condizionando il tuo sentire, il tuo pensiero e ogni tua azione, fermati un istante - ti basta veramente una mancia­ta di minuti - chiedi al tuo Sé di manifestarsi e àncorati a Lui.

Il Sé è un enorme serbatoio di gioia e serenità, a tua completa disposizione; non c'è ora del giorno in cui tu possa trovare il cartello "chiuso" sulla sua por­ta. E non c'è, né ci sarà mai l'eventualità che tu ne possa trovare uno recante la scritta "esaurito". Le sue potenzialità sono infinite, perché derivano diretta­mente da Dio.

Può capitare a volte che questa gioia non riesca a fluire fin nel corpo fisico, ma questo non dipende dal Sé. Dipende piuttosto dal fatto che qualcuna delle dimensioni che ti compongono non è in perfetta forma e non riesce a veicolare l'informazione. Ma neanche di questo devi preoccuparti, perché il Sé non si la­scia scoraggiare facilmente; una volta che l'hai interpellato, farà di tutto per offrirti ciò che gli hai chiesto.

Questo forse comporterà dei cambiamenti nella tua vita: potrà essere che tu avverta il desiderio di fumare meno o di una diversa alimentazione o di modifi­care il tuo linguaggio. Ascolta questi segnali, assecondali e nel giro di brevissi­mo tempo la gioia e il sorriso diverranno i tuoi compagni quotidiani. Non la gioia forzata e il sorriso meccanico che dentro, però, lasciano il deserto, ma una reale, autentica, tangibile sensazione di leggerezza e di felicità.

Non chiedere a te stesso un atto di fede - ne hai già fatti anche troppi - sperimenta questa possibilità subito.

Dede Riva, Nuove Meditazioni Quotidiane, Edizioni Mediterranee.

Commenti

Post popolari in questo blog

ARIEL, l'Angelo della percezione che rivela

Per anni ho cercato di conoscere la realtà solo attraverso i miei sensi fisici, cosa che mi è stata molto utile perché ho potuto mettere a punto un'interazione profonda col mondo della materia. A volte però ho ecceduto, tanto da indurre il mio pensiero in duplice tentazione: o esisteva solo la dimensione concreta, oppure, se ne esisteva anche una spirituale, tra le due non potevano esserci reali punti di contatto, perché, per definizione, l'una rappresentava l'antipode dell'altra. E questa è stata, almeno fino a ieri, anche la posizione della scienza. Oggi il mio pensiero preme per cambiare; oggi sono consapevole di essere un'entità fatta non di materia "e" spirito, ma di materia È spirito. E il segno È in questo caso rappresenta proprio una croce, in cui il braccio orizzontale è il simbolo della materia e quello verticale dello spirito; due assi che si incontrano in un punto preciso, corrispondente nel mio corpo fisico al cuore. Ariel, Messaggero che parl...

Il sasso per minestra

"In un villaggio una donna ebbe la sorpresa di trovare sulla soglia di casa uno straniero piuttosto ben vestito che le chiese qualcosa da mangiare. `Mi dispiace', ella rispose, 'al momento non ho in casa niente'. 'Non si preoccupi, replicò lo sconosciuto amabilmente. 'Ho nella bisaccia un sasso per minestra; se mi darete il permesso di metterlo in una pentola di acqua bollente, preparerò la zuppa più deliziosa del mondo. Mi occorre una pentola molto grande, per favore'. La donna era incuriosita. Mise la pentola sul fuoco e andò a confidare il segreto del sasso per minestra a una vicina di casa. Quando l'acqua cominciò a bollire, c'erano tutti i vicini, accorsi a vedere lo straniero e il suo sasso. Egli depose il sasso nell'acqua, poi ne assaggiò un cucchiaino ed esclamò con aria beata: `Ah, che delizia! Mancano solo delle patate'. 'Io ho delle patate in cucina', esclamò una donna. Pochi minuti dopo era di ritorno con una grande quant...

"Sogno e meditazione" di Dede Riva

Il tuo Sé superiore conosce sempre cosa è meglio per te, ma non sempre rie­sce a far pervenire il suo messaggio alla dimensione interessata perché il canale di comunicazione è ocduso. Esso si serve allora di altri strumenti, tra cui, una posizione primaria occupa il sogno. Il sogno è considerato fin dalla notte dei tempi veicolo di messaggi celesti; esso si esprime però con un linguaggio simbolico, celando all'interpretazione letterale il vero significato e noi, uomini e donne del terzo millennio, abbiamo disimparato a tradurlo, trascurando questa potenzialità a tal punto che molti sono convinti di non sognare perché non ricordano i loro sogni e non li ricor­dano proprio perché non prestano loro attenzione. Se già non l'hai fatto, è il momento di riappropriarti di questa facoltà; la sera, prima di addormentarti, ripeti a te stesso una frase del tipo: "Io ricordo perfettamente i miei sogni". Può darsi che il meccanismo non scatti subito, ma ...