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La Montagna Sacra

  Guardando la Montagna Sacra quella mattina l'uomo notò che aveva un'espressione enigmatica — quella montagna era nota infatti per la sua mutevolezza espressiva — come se volesse dirgli: "Oggi ti svelerò il mio segreto, ma dovrai sudare per scoprirlo". L'uomo comunque si accinse a scalarla e, dopo ore e ore di cammino, a volte anche su sentieri impervi e pericolosi, finalmente arrivò sulla cima. Qui si fermò, anche per riprendere fiato, ma soprattutto perché aspettava che la montagna gli rivelasse il suo segreto; poiché nulla accadeva, si mise a guardare il panorama e, con sua sorpresa, vide che c'era un'altra montagna, più alta di quella su cui lui si trovava; doveva essere quella la Montagna Sacra. Allora si rimise in cammino e, dopo una scalata ancora più lunga e faticosa, arrivò sulla vetta; anche qui stette in attesa, ma anche qui non successe nulla. Ancora si guardò intorno e scorse in lontananza un'altra montagna, ancora più maestosa di quella
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"Gioia..." di Dede Riva

Ti succede di vivere momenti di gioia? O ti sembra fuori posto anche il solo parlarne, visto che sei bersagliato da informazioni di segno opposto non solo dai mass media, ma anche dalle persone che incontri? Ritieni che la gioia sia un articolo passato di moda? Ma le mode, si sa, si ripetono ciclicamente e comunque, spesso, andare contro tendenza ci aiuta a scoprire e a creare nuove realtà. E poi c'è bisogno di un motivo per parlare di gioia? Uno forse ci sarebbe se C.G. Jung dice: "La libertà di volere è la capacità di fare con gioia ciò che dobbiamo fare"'. Hai mai pensato che proprio questo è l'atteggiamento degli Angeli? Tutto ciò che essi compiono per la realizzazione del Progetto Divino è conseguenza di un consapevole atto d'amore, fondato sull'obbedienza. Libertà, volontà, realizzazione di incommensurabili progetti; possibile che aspetti così importanti ruotino tutti intorno alla gioia? Possibile che i grandi quesiti dell'uomo — Chi siamo? Da do

"Spostare le montagne" di Dede Riva

Amore, gioia e luce sono qualità divine che si riversano in te incessantemente, anche se tu forse sai recepirle in modo consapevole solo quando intorno a te tutto va bene. Allora trovi bella la vita, provi gratitudine per ciò che essa ti offre e sei disponibile e aperto verso il tuo prossimo; ma bastano una contrarietà, un ostacolo, una piccola aggressione ai danni del tuo castello incantato ed ecco che il tuo atteggiamento muta all'istante e ti trovi a pensare: "Se le regole sono queste, anch'io sono pronto a tirare fuori le unghie!". E invece sono proprio quelli i momenti in cui hai maggiormente bisogno di ricevere ed effondere quelle qualità divine. E sei in grado di farlo perché qualsiasi circostanza esterna è, per sua natura, neutra; non ha nessuna connotazione intrinsecamente negativa. Lo sai da tempo, da lunghissimo tempo perché hai avuto modo di sperimentarlo in chissà quante esistenze! A ogni aspetto "negativo" di una situazione ne corrispondono sic

"In principio era il Verbo" di Dede Riva

C'è all'origine della tua vita, di quella del tuo Pianeta e del sistema galattico a cui appartieni, una vibrazione, un suono che, prodotto con un atto d'amore creativo avvenuto in un tempo così lontano da causare smarrimento alla nostra mente, è tuttavia presente sempre, anche in questo momento, in un processo di continuo rinnovamento.  Il Vangelo parla di Verbo, le religioni orientali parlano in modo onomatopeico di Om. Anche la scienza ne parla, definendolo con termine riduttivo Big Bang, "il grande botto"; ma, si sa, la scienza prende in considerazione solo la manifestazione oggettiva di un fenomeno, quella che può essere rilevata da strumenti sensoriali. E questi strumenti hanno registrato — e continuano a farlo — l'eco del grande botto iniziale, rilevando un'onda che anche tu puoi riprodurre all'interno di te stesso. Prima di farlo però ascolta le parole di un grande scrittore a questo proposito: "E se Siddharta ascoltava attentamente questo

"La Spina" di Dede Riva

 È facile meditare quando c'è pace nella mente e apertura nel cuore. Molto meno quando si prova irritazione, aggressività, odio, tristezza. Ma sono proprio queste le situazioni in cui la meditazione potrebbe essere di maggiore aiuto. Allora, come spezzare questo circolo vizioso? Puoi farlo utilizzando proprio quello che hai a disposizione in quel momento, tristezza, chiusura, ansia che sia. Per esempio, se in questo momento sei adirato con qualcuno, poni la tua stessa irritazione al centro della tua meditazione, entra in essa, esplorane la natura, insieme al tuo Sé. Come primo effetto avvertirai che scompare ogni giudizio nei suoi confronti; essa fa parte di te come ogni altro tuo pensiero e sentimento, e, se pensi a te stesso in termini di Unità, non può esserci critica per una tua parte perché non esiste più una parte di te, ma un solo te stesso, che ora è irritato, ma tra cinque minuti vibre¬rà di comprensione e gentilezza. Tu non sei una persona irritabile, triste, aggressiva,

"Flessibilità" di Dede Riva

Un esercizio per saggiare il grado di flessibilità della colonna vertebrale è flettersi in avanti fino a toccare con le dita delle mani la punta dei piedi. Ma c'è un altro tipo di flessibilità, quella che ti consente di trovarti a tuo agio all'interno di qualsiasi situazione. È un atteggiamento che richiede a monte l'acquisizione di numerose facoltà, una delle quali è l'equanimità, vale a dire una posizione di equidistanza rispet­to a tutti gli elementi che compongono la situazione stessa. Questa, a sua volta, presuppone il raggiungimento dell'equilibrio e dell'imparzialità, che dal canto loro trovano fondamento nel distacco. Come la flessibilità fisica si ottiene per la capacità delle vertebre di staccarsi una dall'altra, così avviene per quella psícospirituale: il distacco. Altri presupposti di questo atteggiamento sono la solidità e la sicurezza; in­fatti se non hai un buon punto d'appoggio, non puoi permetterti di essere fles­sibile, perché p

"Confusione" di Dede Riva

Ci sono dei momenti nella vita in cui la confusione regna sovrana. Forse stai attraversando uno di questi, forse sei in quella condizione in cui ora prendi una decisione che ti sembra la più giusta e tra cinque minuti ne prendi un’altra, opposta alla prima, che ti appare ancora più giusta e così via, in uno stillicidio frustrante della tua capacità pensante. Già, il problema è proprio questo: non sei tu a dirigere la tua mente, ma è essa che ti porta dove vuole. La confusione però non è una condizione inevitabile della tua vita, perché non lo è della Vita. Il divenire lo è, così come la ricerca dell’armonia tra gli opposti che tu man mano decidi di prendere in considerazione, ma non la confusione. Essa è un optional che tu scegli, pagandolo anche a caro prezzo, perché ritieni di non poterne fare a meno, ma non è parte essenziale. Prova a non forzarti a prendere decisioni, prova a spostare la tua attenzione sugli aspetti positivi della situazione - e sicuramente sono presenti -