Passa ai contenuti principali

Pace

"Sebbene il tentativo di portare la pace nel mondo attraverso la trasformazione interiore degli individui sia arduo, non c'è altra via... La pace va coltivata innanzitutto nell'individuo".

Queste sono parole del Dalai Lama.

La pace non è uno stato che sta fuori di te e che qualcun altro può elargirti o importi dall'esterno; non è un vestito né tanto meno una divisa. E un modo di essere, anzi dell'Essere, che può fiorire unicamente nella tua interiorità; è un tuo prodotto, frutto di una tua scelta incondizionata e incondizionabile.

La pace che regna all'interno di un gruppo è la sommatoria dello stato di pace di ogni singolo componente, più un quid che è la vibrazione unitaria e armonica prodotta dal gruppo stesso. Questa vibrazione, così come quella del singolo, ha la stessa potenzialità di informazione che caratterizza il pensiero; in quest'ottica la pace, se trova risonanza vibratoria in altri gruppi e persone, può diventare contagiosa. E per questo motivo che si può parlare di esseri portatori di pace.

Non alludo a politici e diplomatici che spesso portano parole di pace, senza però poterne comunicare lo spirito, perché ancora non l'hanno trovato in se stessi; quando costoro tentano di svolgere trattative intorno a un tavolo, queste sono destinate a fallire o a rimanere lettera morta. La pace non può essere imposta; si può imporre l'ordine di non sparare, ma questo non è pace.

Alludo piuttosto a quei grandi esseri che, avendo raggiunto e mantenendo istante dopo istante la pacificazione interiore, possono far fluire all'esterno questo loro stato d'animo in modo che chi è pronto e lo desidera possa sintonizzarsi su di esso e, a sua volta, farsi portatore di pace.

Se ora non sei in questo stato, porta l'attenzione al tuo respiro e sulla sua onda pronuncia mentalmente la parola pace, una volta inspirando e una espirando, a mo' di mantra. E continua così per qualche minuto per dare alla tua giornata l'impronta di questo stato dell'Essere.

 

(5) Dalla prefazione del libro di Thich Nhat Hanh, La pace è a ogni passo, op.


Dede Riva, Nuove Meditazioni Quotidiane, Edizioni Mediterranee.

Commenti

Post popolari in questo blog

ARIEL, l'Angelo della percezione che rivela

Per anni ho cercato di conoscere la realtà solo attraverso i miei sensi fisici, cosa che mi è stata molto utile perché ho potuto mettere a punto un'interazione profonda col mondo della materia. A volte però ho ecceduto, tanto da indurre il mio pensiero in duplice tentazione: o esisteva solo la dimensione concreta, oppure, se ne esisteva anche una spirituale, tra le due non potevano esserci reali punti di contatto, perché, per definizione, l'una rappresentava l'antipode dell'altra. E questa è stata, almeno fino a ieri, anche la posizione della scienza. Oggi il mio pensiero preme per cambiare; oggi sono consapevole di essere un'entità fatta non di materia "e" spirito, ma di materia È spirito. E il segno È in questo caso rappresenta proprio una croce, in cui il braccio orizzontale è il simbolo della materia e quello verticale dello spirito; due assi che si incontrano in un punto preciso, corrispondente nel mio corpo fisico al cuore. Ariel, Messaggero che parl...

"Il tuo paradiso personale" di Dede Riva

Forse non ne sei ancora consapevole, ma tu possiedi uno strumento che può farti partecipe del continuo processo creativo della vita. Oppure della sua di­struzione. È la tua mente. Tu non sei la tua mente, tu possiedi una mente e la utilizzi. A volte bene, a volte male; comunque sempre molto meno di quanto tu possa fare. Il tuo po­tenziale mentale è enorme, ma ancora non lo sfrutti appieno o nella direzio­ne giusta per te. Ogni volta che formuli un pensiero positivo, si apre per te uno spiraglio nel­la porta del tuo paradiso personale, o per lo meno riesci a gettare un'occhiata dal buco della serratura. E ciò che intravedi è così bello, che desideri vederne un po' di più. È proprio così: ogni pensiero positivo ne richiama un altro e poi un altro ancora. Se formulare il primo - o i primi - ti costa un po' di fatica, i successivi saran­no sempre più facili e sgorgheranno sempre più spontaneamente, perché anche la tua mente ama vivere in paradiso. Può darsi che di tanto...

"Sogno e meditazione" di Dede Riva

Il tuo Sé superiore conosce sempre cosa è meglio per te, ma non sempre rie­sce a far pervenire il suo messaggio alla dimensione interessata perché il canale di comunicazione è ocduso. Esso si serve allora di altri strumenti, tra cui, una posizione primaria occupa il sogno. Il sogno è considerato fin dalla notte dei tempi veicolo di messaggi celesti; esso si esprime però con un linguaggio simbolico, celando all'interpretazione letterale il vero significato e noi, uomini e donne del terzo millennio, abbiamo disimparato a tradurlo, trascurando questa potenzialità a tal punto che molti sono convinti di non sognare perché non ricordano i loro sogni e non li ricor­dano proprio perché non prestano loro attenzione. Se già non l'hai fatto, è il momento di riappropriarti di questa facoltà; la sera, prima di addormentarti, ripeti a te stesso una frase del tipo: "Io ricordo perfettamente i miei sogni". Può darsi che il meccanismo non scatti subito, ma ...