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"Ruoli" di Dede Riva


Quanti ruoli vivi nella tua vita?
Di genitore, figlio, insegnante, discepolo, terapeuta, esperto, quello profes­sionale...

Il ruolo è molto importante perché, come l'abitudine, ti consente di ritrova­re automaticamente sicuri punti di riferimento che, a loro volta, diventano punti di riferimento anche per chi con te interagisce. Questo comporta per en­trambi un grande risparmio di energia emotivo-mentale da convogliare nel rap­porto stesso e in altre direzioni che si desiderano.

Ma anche il ruolo, come l'abitudine, può avere una valenza invischiante; ti spin­ge, con la complicità della tua inconsapevolezza, verso comportamenti stereotipati che inibiscono il flusso del tuo sentire - sentire che, a differenza del ruolo, è vario e diverso in ogni situazione - e offuscano la dinamica creativa del rapporto.

Tutto questo è percepito anche dal tuo interlocutore che, se a sua volta interagi­va attraverso un suo ruolo, vi si incista ancora di più, per ritrovarvi al suo interno le sue sicurezze; se ti si proponeva al di fuori di esso, in una comunicazione da cuore a cuore, non trovando più dall'altra parte il destinatario del suo esprimersi, si rifugia a sua volta in un ruolo o, ritrovandosi spiazzato, si allontana.

C'è però un test infallibile per capire come stai utilizzando il ruolo: se il sor­riso e il senso dell'umorismo fluiscono naturalmente in te e nell'altro, ti trovi nella prima situazione. Ma se viceversa si spengono, allora forse è il caso di mo­dificare qualcosa nel rapporto.

Chi vive di ruoli diventa pericolosamente serioso, si irrigidisce e trasmette una sensazione di freddo-ruvido. Chi sa giocare con il ruolo e lo utilizza consa­pevolmente ha sempre la gioia negli occhi e nel cuore. 
Hai mai visto due innamorati irrigidirsi in ruoli? Allora perché non innamorarti della Vita?

Dede Riva, Nuove Meditazioni Quotidiane, Edizioni Mediterranee.

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