Passa ai contenuti principali

"Caliel, l'Angelo del lasciar andare" di Dede Riva

Ci sono stati momenti nei quali ho provato la sensazione di essere bloccato in una situazione nella quale qualsiasi tentativo facessi per muovermi serrava ancora di più le catene che mi tenevano prigioniero.

Dopo innumerevoli tentativi, quando la fatica diventava insopportabile, mi sono arreso, mi sono fermato e l'immobilità del mio corpo ha reso immobili anche il mio pensare e il mio sentire.

Ho fatto allora l'esperienza del silenzio e, per quanto mi risultasse destabilizzante, vivendo io in un mondo di rumori assordanti, ho cominciato ad accettarlo, a trovarmici bene persino.

È a questo punto che ho potuto avvertire la tua presenza, Caliel, Angelo che Soccorri con Rigore: una vibrazione lenta, dal tono profondo che ha ri­svegliato in me l'energia stessa della Terra.

Quest'energia ha iniziato a cu­rarmi dentro, a farmi prendere coscienza che, dell'enorme serbatoio di sche­mi mentali, abitudini e matrici emozionali che mi portavo appresso, molti erano inutile zavorra.

Così ora sono pronto a lasciar cadere tutto ciò che non mi serve più e a fare in me lo spazio necessario per accogliere il Nuovo che la tua giustizia ha in serbo per me. Si aprono così davanti a me nuovi orizzonti di libertà.

Insieme a Te, con gratitudine. E così sia.

L'azione del giorno
Faccio risuonare in me la vibrazione della creazione. Seduto, con la schiena eretta, inspiro e nell'espirazione emetto il suono OM facendolo sa­lire dall'addome nel petto, poi nella gola fino a sentirlo vibrare nella parte alta del capo. Faccio attenzione che la durata della "O" sia appena più lun­ga della "M". Per tre o più volte.

Dede Riva, Nuove Meditazioni Quotidiane, Edizioni Mediterranee.

Commenti

Post popolari in questo blog

ARIEL, l'Angelo della percezione che rivela

Per anni ho cercato di conoscere la realtà solo attraverso i miei sensi fisici, cosa che mi è stata molto utile perché ho potuto mettere a punto un'interazione profonda col mondo della materia. A volte però ho ecceduto, tanto da indurre il mio pensiero in duplice tentazione: o esisteva solo la dimensione concreta, oppure, se ne esisteva anche una spirituale, tra le due non potevano esserci reali punti di contatto, perché, per definizione, l'una rappresentava l'antipode dell'altra. E questa è stata, almeno fino a ieri, anche la posizione della scienza. Oggi il mio pensiero preme per cambiare; oggi sono consapevole di essere un'entità fatta non di materia "e" spirito, ma di materia È spirito. E il segno È in questo caso rappresenta proprio una croce, in cui il braccio orizzontale è il simbolo della materia e quello verticale dello spirito; due assi che si incontrano in un punto preciso, corrispondente nel mio corpo fisico al cuore. Ariel, Messaggero che parl...

Il sasso per minestra

"In un villaggio una donna ebbe la sorpresa di trovare sulla soglia di casa uno straniero piuttosto ben vestito che le chiese qualcosa da mangiare. `Mi dispiace', ella rispose, 'al momento non ho in casa niente'. 'Non si preoccupi, replicò lo sconosciuto amabilmente. 'Ho nella bisaccia un sasso per minestra; se mi darete il permesso di metterlo in una pentola di acqua bollente, preparerò la zuppa più deliziosa del mondo. Mi occorre una pentola molto grande, per favore'. La donna era incuriosita. Mise la pentola sul fuoco e andò a confidare il segreto del sasso per minestra a una vicina di casa. Quando l'acqua cominciò a bollire, c'erano tutti i vicini, accorsi a vedere lo straniero e il suo sasso. Egli depose il sasso nell'acqua, poi ne assaggiò un cucchiaino ed esclamò con aria beata: `Ah, che delizia! Mancano solo delle patate'. 'Io ho delle patate in cucina', esclamò una donna. Pochi minuti dopo era di ritorno con una grande quant...

"Sogno e meditazione" di Dede Riva

Il tuo Sé superiore conosce sempre cosa è meglio per te, ma non sempre rie­sce a far pervenire il suo messaggio alla dimensione interessata perché il canale di comunicazione è ocduso. Esso si serve allora di altri strumenti, tra cui, una posizione primaria occupa il sogno. Il sogno è considerato fin dalla notte dei tempi veicolo di messaggi celesti; esso si esprime però con un linguaggio simbolico, celando all'interpretazione letterale il vero significato e noi, uomini e donne del terzo millennio, abbiamo disimparato a tradurlo, trascurando questa potenzialità a tal punto che molti sono convinti di non sognare perché non ricordano i loro sogni e non li ricor­dano proprio perché non prestano loro attenzione. Se già non l'hai fatto, è il momento di riappropriarti di questa facoltà; la sera, prima di addormentarti, ripeti a te stesso una frase del tipo: "Io ricordo perfettamente i miei sogni". Può darsi che il meccanismo non scatti subito, ma ...